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La Consigliera di Parità

Le Consigliere di Parità, ai sensi del d.lgs. 196/2000, tutelano le lavoratrici e i lavoratori contro le discriminazioni in ragione del genere sul lavoro. Sono presenti a livello territoriale in ogni singola Città metropolitana/Area Vasta, in tutte le Regioni e, a livello nazionale, presso il Ministero del Lavoro, con compiti e funzioni specifiche. Insieme, formano la Rete delle Consigliere di Parità.

Nell’esercizio delle proprie funzioni la Consigliera di parità è un pubblico ufficiale e ha i seguenti compiti:
• Offre un servizio di informazione, consulenza e assistenza su opportunità, buone prassi e diritti sanciti dalla normativa vigente in materia di pari opportunità, gravidanza, maternità, paternità, molestie sessuali, con riferimento al mondo del lavoro.
• Su mandato della singola lavoratrice o del singolo lavoratore che lamenti una discriminazione, promuove un tentativo di conciliazione con il datore di lavoro, e, se la conciliazione non si raggiunge, ricorre al Giudice del Lavoro; in ultima istanza può agire in giudizio su delega della lavoratrice o del lavoratore.
• Collabora con la Direzione Territoriale del lavoro per rilevare violazioni alla normativa antidiscriminatoria e promuovere azioni correttive.
• Mette in campo progetti di azioni positive e politiche di sviluppo sul territorio per diffondere la cultura delle pari opportunità tra donne e uomini e promuovere l’occupazione femminile.
• Coopera con gli organismi di parità, con le istituzioni, i sindacati e le associazioni nell’ambito di progetti e interventi che favoriscono l’occupazione delle donne, l’imprenditorialità femminile e l’eliminazione delle disparità tra i sessi nel mondo del lavoro.

Chi può rivolgersi alla Consigliera di Parità

• Cittadine/cittadini per richiedere informazioni e tutela fino all'assistenza in giudizio in caso di discriminazione di genere sul lavoro o violazione della pari opportunità.
• I soggetti sindacali per segnalare casi di discriminazione di genere, collaborare alla tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e per la promozione delle parti opportunità nei luoghi di lavoro.
• Le aziende private e gli enti pubblici per la promozione di progetti di azione positive e per l'istituzione di organismi di parità.

Discriminazioni di genere sul luogo di lavoro

Discriminazione di genere diretta: consiste in qualsiasi atto, patto o comportamento che produca un effetto pregiudizievole discriminando le lavoratrici o i lavoratori in ragione del loro sesso e comunque il trattamento meno favorevole rispetto a quello di un’altra lavoratrice o di un altro lavoratore in situazione analoga.
Discriminazione di genere indiretta: consiste in qualsiasi disposizione, criterio, prassi, atto, patto o comportamento apparentemente neutri che mettono o possono mettere i lavoratori di un determinato sesso in una posizione di particolare svantaggio rispetto a lavoratori di un altro sesso, salvo che riguardino requisiti essenziali allo svolgimento dell’attività lavorativa, purché l’obiettivo sia legittimo e i mezzi impiegati per il suo conseguimento siano appropriati e necessari.  

 Riferimenti normativi:

• Articoli 3 e 37 della Costituzione;
• Articoli 15 e 16 della legge 20 maggio 1970, n. 300 recante “Statuto dei lavoratori”.
• Decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 215 recante “Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica”
• Decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216 recante “Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro”;
• Decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 recante “Codice delle pari opportunità”

Link utili:

Dipartimento per le pari opportunità - Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Consigliera Nazionale di parità

Consigliera Regionale di Parità del Lazio 

25 novembre 2022: Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Comunicato della Consigliera di Parità della Provincia di Viterbo Silvia D’Oro.
"Le Nazioni Unite, dal 1999, hanno individuato, nel 25 novembre, la data per celebrare la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.
Come Consigliera di Parità della Provincia di Viterbo, esprimo la mia solidarietà a tutte le donne vittime di violenza, considerando questa ricorrenza come occasione di riflessione sulle misure di contrasto da approntare per eliminare le discriminazioni e rimuovere ...

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